“Madre terra…fonte di vita per le sue creature”
Festeggiamo con clamore molte date del nostro calendario ma il 5 dicembre andrebbe davvero celebrato in modo speciale. È la giornata mondiale del suolo, fonte di vita per le sue creature, come scriveva Francesco nel “Cantico delle creature”. Una risorsa preziosa e insostituibile, che diamo per scontata, ma che come tutte le risorse è limitata e fragile e andrebbe rispettata, preservata e protetta.
La FAO ci ricorda che il 95 del cibo che mangiamo non esisterebbe senza il suolo, che il ripristino di alcuni centimetri può richiedere fino a 1 000 anni e che ogni 5 secondi viene erosa una superficie equivalente a un campo da calcio.
L’erosione è una delle principali minacce per la salute del suolo e la responsabilità di questo fenomeno è in gran parte nostra. Agricoltura intensiva, deforestazione e pascolo eccessivo hanno danneggiato gli equilibri degli ecosistemi, provocando ferite mortali proprio al suolo.
A questo proposito, il CREA, lo scorso 3 dicembre, in vista di questa giornata, ha presentato alla Presidenza della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati la traduzione delle Linee Guida volontarie FAO sull’uso sostenibile del suolo, indicazioni preziose per arginare il fenomeno.
In sintesi, i risultati più evidenti dell’erosione del suolo, come più volte ha sottolineato la stessa FAO, sono i seguenti.
Riducendo i nutrienti e lo spazio disponibili per le piante, l’erosione del suolo può ridurre i raccolti fino al 50 per cento, penalizzandone anche la qualità.
L’erosione del suolo porta alla rimozione dello strato superiore più fertile e fa sì che minerali e sostanze nutritive non vi si depositino, degradando gli ecosistemi tradizionali.
L’erosione del suolo influisce sulle risorse idriche. Il suolo cattura, immagazzina e filtra l’acqua. Senza suolo, la qualità dell’acqua potabile nelle zone di pianura potrebbe diminuire, perché l’acqua non è stata filtrata adeguatamente nel terreno.
Quando il terreno non è tenuto insieme dalle radici delle piante può essere facilmente spostato dal vento o dall’acqua. Terreni erosi possono rendere più gravi alluvioni, frane e tempeste di vento.
L’erosione del suolo aggrava gli effetti dei cambiamenti climatici: con meno suolo, gli ecosistemi hanno meno resilienza per adattarsi ai nuovi schemi di temperatura e pioggia.
E proprio per affrontare questo tema cruciale sono stati avviati molteplici progetti di ricerca internazionali ed è nato anche il Rodale Institute, un vero e proprio movimento che pone al centro dei suoi studi e delle sue attività il recupero della salute del suolo tramite l’adozione di pratiche di agricoltura biologica e rigenerativa.
La teoria di partenza è semplice: la produttività della terra dipende dai diversi ecosistemi che si trovano nel suolo. Senza i miliardi di batteri, milioni di funghi e protozoi e le migliaia di altre creature che vivono nel suolo non si verificherebbe il perfetto ciclo virtuoso che produce il cibo di cui ci nutriamo. Questa micro-comunità trasferisce i nutrienti attraverso il suolo, trasforma altri nutrienti in forme che le piante possono usare e aiuta a proteggere le colture dai patogeni.
La salute del suolo è influenzata proprio da questo complesso insieme di interazioni biologiche e chimiche che contribuiscono a trattenere e riciclare i nutrienti, con vantaggi per tutti gli organismi della catena alimentare.
Al Rodale Institute ricercatori, agronomi e agricoltori sono impegnati a comprendere in modo sempre più approfondito i meccanismi e le dinamiche di questi equilibri e stanno provando a dare risposte concrete a domande di questo tipo: come incidono le lavorazioni del terreno sulle reti fungine e come le colture di copertura sono in grado di migliorare la diversità delle comunità microbiche; in che modo la compattazione del suolo da parte dei trattori influenza le comunità microbiche; a che condizioni e quanto le comunità microbiche sane potrebbero contrastare le dinamiche delle piante infestanti; quali compost possono rigenerare il suolo dando i giusti nutrienti e ricreando la comunità microbica ideale.
Che dire? Il suolo è davvero la madre di tutte le creature ed è un vero mondo, affascinante e ancora tanto da scoprire, che va rispettato e protetto. Quanto ne siamo consapevoli?
non solo erosione ma anche cambio di destinazione d’uso del suolo facendolo passare da suolo naturale (dotato di una propria dinamica di umificazione della sostanza organica e di sequestro del Carbonio) a suolo inurbato e/o agricolo, infatti anche pratiche errate nella trasformazione e/o uso agricolo hanno un’influenza estremamente negativa favorendo, di seguito, e tra gli altri i fenomeni di erosione.
Purtroppo il suolo è una di quelle cose che diamo per scontato, quasi fosse una componente “trasparente” all’attività umana
Su questo tema chi meglio di te…in ogni caso la supponenza dell’essere umano di pensare di poter decidere su esseri e entità che lo circondano è infinita e molto ingiustificata. In fondo siamo tutti ospiti su questa terra e dobbiamo rispettarne gli equilibri e nessuno ci ha mai detto che potevamo fare e disfare a nostro piacimento. Senza contare poi che le scelte arbitrarie e poco lungimiranti di oggi diventano la peggior minaccia per il nostro domani.